lunedì 16 gennaio 2017

Il Tempo che non ho

Più di anno fa è nata mia figlia, e il calendario non si sbaglia. Mia figlia è da diciannove mesi insieme a noi - senza considerare la gravidanza di mia moglie, beninteso. Non fraintendetemi: la gravidanza non è durata diciannove mesi, non siamo mica degli elefanti - anche se credo che la gestazione di un pachiderma sia più lunga.

Nonostante la lunghezza di questo lasso di tempo, ho come l’impressione che tutto sia imploso.

domenica 1 gennaio 2017

La Halls di Ravel

L'altra sera ero a un bellissimo concerto nella mia città. Purtroppo, causa malanni di stagione pervasivamente diffusi in platea, immergersi in taluni brani è risultato leggermente più complicato del previsto.

Lungi da me chiedere ai miei concittadini di trattenere impellenti colpi di tosse: come spunto per simili future eventualità, suggerirei invece di tossire quantomeno a tempo. Si prenda come esempio il pubblico di questa registrazione, ritrovata oggi rovistando tra vecchi floppy disk. Ve la propongo con tutti i nostri migliori auguri per un super 2017!



(Potete scaricare il file da qui; licenza e crediti sono qui.)

lunedì 31 ottobre 2016

/nu/thing su /nu/thing

/nu/thing è nato per tante ragioni, diverse per ciascuno dei compositori che gli hanno dato vita. Due sono però chiare e comuni a tutti. La prima è la reazione a un post di Renato Rivolta, in cui questi sosteneva (come molti a più riprese hanno fatto, prima di lui) che la musica contemporanea fosse morta. Rispondemmo così. La seconda è costituita dagli scambi di opinioni personali: questo blog nasce dalla necessità di trovare un confronto franco, diretto, nel merito delle questioni musicali e estetiche, che ci sembra raro trovare come fatto pubblico sia nel nostro paese sia su scala continentale.

venerdì 8 gennaio 2016

Thank you Mr. Boulez

Boulez è scomparso, e come ho scritto su Facebook appena l'altroieri, purtroppo non ho avuto, come alcuni colleghi, l'occasione di parlarci veramente : l'ho incrociato diverse volte all'Ircam, lungo i corridoi, nell'ascensore, sul ponticello davanti all'entrata dell'edificio. 

L'ho conosciuto un po' meglio, se così possiamo dire, nella lettura di alcuni suoi scritti - che l'immaturità intellettuale dell'epoca non mi faceva comprendere appieno - nell'ascolto di alcune sue opere - Dérives I, Notations et Dialogue de l'ombre double - e nell'aver assistito a un paio di conferenze da lui tenute qualche anno fa.

In verità, probabilmente in quei fugaci momenti non avrei saputo cosa dire, se non ricambiare il suo gentile e semplice saluto facendo altrettanto, sorridendo come lui. (A tal proposito una volta Eric Maestri mi fece una battuta : "ma se incontri Boulez in ascensore che cosa gli dici : scusi, ma lei è Pierre Boulez ?". Ecco, quello ovviamente non l'ho fatto...)

Rimangono piuttosto gli anni trascorsi all'Ircam, l'aver conosciuto, frequentato e appreso da compositori, musicisti, insegnanti, ricercatori - e non solo questi - che mi hanno formato e ai quali devo molto. Alessandro Ratoci, in un suo post su Facebook scrive che "abbiamo studiato da lui anche se non abbiamo studiato da lui". Probabilmente è vero.

Infine se passo dalla nota puramente autobiografica, che lascia il tempo che trova, a una breve riflessione, non posso non dire che Boulez rimane un importantissimo esempio di come slancio artistico, impegno politico, pensiero e contesto storico abbiano portato alla crescita della musica, di chi la fa, e di chi la ascolta. 

Perciò, anche per questo, "thank you Mr. Boulez".



lunedì 19 ottobre 2015

Fernando Garnero - Ragtime

Inizia la nuova stagione di /nu/thing, e per questa occasione intendiamo scrivere un post a più mani dedicato al compositore argentino Fernando Garnero.
Getteremo il nostro sguardo su uno dei suoi lavori più recenti: “Ragtime”, il cui organico è costituito da flauto, sassofono, pianoforte ed elettronica, composto per l’Ensemble L’imaginaire e presentato per il recente “Alla breve” su Radio France, sul cui sito potete ascoltarne la registrazione completa.



Come di consuetudine il ciclo “Alla breve” si svolge su cinque giornate, per questo la commissione prevede che il pezzo venga diviso in cinque brevi movimenti. “Ragtime” rispetta formalmente questa struttura componendosi quindi di cinque miniature di circa un paio di minuti ciascuna.
Secondo le note del compositore è il terzo pezzo di un ciclo di composizioni intitolato “Avoidances", una serie di brani dove l’attenzione compositiva è focalizzata sull’intenzione di costruire delle grammatiche immaginate a partire dal confronto di oggetti estetici aventi una precisa provenienza.

martedì 11 agosto 2015

Hello - Alexander Schubert

Prima di partire per le vacanze, concedendomi così l'agognata pausa estiva, vi propongo una breve riflessione che parte da un suggerimento di Eric Maestri. Si tratta di uno spunto per l'ascolto e per il pensiero, per non volere - o voler riuscire - a staccare completamente la spina nel bimestre che corre fra luglio e settembre: un periodo dell'anno in cui abbiamo il bisogno vitale di prendere il nostro tempo e nel quale possiamo comunque afferrare - forse non troppo distrattamente - qualche manciata di sollecitazioni sonore. Vi poniamo quindi all'ascolto e alla visione di questo:

lunedì 29 giugno 2015

Progetto per una disintegrazione del sistema

di Fabio Selvafiorita


...è più facile parlare dell'algebra che del fuoco.”
(John Barth)



La richiesta per un mio intervento in questo spazio giunge tanto inattesa quanto gradita. È molto probabile che gli articoli che vado scrivendo da qualche tempo per L'Intellettuale Dissidente o qualche esternazione da me rimossa devono aver provocato questa domanda. Premetto che non ho intenzione di proporvi nulla di originale. Viviamo in un mondo in cui ognuno si sente legittimato a dire la sua su qualsiasi argomento. Più raro che gli stessi condividano con altri le coordinate culturali di un pensiero. Ho preferito proporvi un percorso quasi ipertestuale tra riflessioni di pensatori ben più autorevoli di me sui fondamenti dell'Estetica in quella che ritengo l'ora più buia della sua storia. Prendete questo scritto così com'è, senza rintracciare intenti sistematici e accettando certe espressioni enigmatiche per quel che possono significare per voi. In ogni caso ringrazio i ragazzi di /nu/thing per l'ospitalità e approfitto di questo spazio per dare ordine pubblicamente a qualche pensiero sparso sulla natura del fuoco. Dell'algebra, d'altronde, già sapete.