lunedì 13 aprile 2015

III Raduno Internazionale del Kazoo Sinfonico "Johnny Diotallevi-Tedeschi"

Ci è pervenuta la brochure di questo interessantissimo evento, e ci è parso criminale non portarla all'attenzione di un pubblico più ampio.

lunedì 30 marzo 2015

Daniel Zea - Henry in the sky with diamonds

Questa settimana vorrei proporvi un pezzo breve: "Henry in the sky with diamonds", per controtenore e ensemble, di Daniel Zea, un compositore di cui non abbiamo ancora parlato in questo blog (colmo volentieri questa lacuna). 



Daniel Zea ha un profilo molto interessante, con un approccio schietto al suono elettronico. Le idee di performance, installazione, coreografia, lo accompagnano spesso nei suoi progetti. Mi piace in lui, oltre all'approccio all'"elettricità sonora", anche l'idea che un compositore possa sviluppare progetti invece che "pezzi". (La parola "pezzo" è già di per sé indicativa della parzialità dell'oggetto: come è bello però quando le cose sono talmente organiche da essere autonome. E se un pezzo è una visione del mondo, allora non può essere più solo un pezzo.)

Henry in the sky with diamonds è un brano puramente acustico. Il contesto in cui si colloca è importante per capirne la prospettiva: si inserisce in una serata composta da molti piccoli pezzi (costruiti a partire dall'aria Here the deities approve di Purcell), suonati dall'Ensemble Recherche, come omaggio in una serata per i 50 anni della Fondazione Royaumont. Quindi si tratta, per definizione, di un "pezzo d'occasione". Cerco di spiegare perché mi piace, e perché mi ha colpito particolarmente nella sequenza dei brani della serata.

martedì 17 marzo 2015

Clara Maïda – Doppelklänger

Cerco di tradurre la nota di programma di sala che Clara Maïda scrive per Doppelklänger (2008), per pianoforte preparato, che trovate qui.




“Il titolo […] è derivato dal termine tedesco Doppelgänger. [Esso] significa “doppio” o “sosia” ed è impiegato nella sfera paranormale per designare il doppio fantasmatico di una persona vivente, oppure per indicare il fenomeno della bilocazione – un altro-me-stesso visibile in un altro punto dello spazio. E' anche un tema che può afferire al campo letterario (Jean-Paul, Guy de Maupassant, etc.) come a quello psichiatrico – in cui possiamo interpretare tale fenomeno come una turba mentale di dissociazione della personalità”.

domenica 1 marzo 2015

Che cosa mettere nel carrello?

di Mariangela Vacatello 


Questo post che scrivo per /nu/thing nasce come una piccola testimonianza sul ruolo che la musica contemporanea ha nella mia vita. Questa era l’intenzione, ma fin dalle prime parole scritte mi sono resa conto di quanto questo spazio voglia essere un modo per condividere pensieri e confrontarmi con altri giovani interpreti che si pongono delle domande sul futuro musicale inteso in termini di repertorio. 

Per i pianisti della mia generazione, allattati dalla tradizione delle scuole e accademie pianistiche internazionali, il momento del distacco dal “genitore protettivo” è cruciale. La didattica per il concertista iper-funzionale si traduce spesso in approcci di tipo genitoriale, con gli annessi vantaggi e svantaggi. L’urgenza dell’incremento del repertorio, così come la necessità di forgiare professionisti capaci di affrontare programmi nuovi in poco tempo, lasciano spesso uno spazio inadeguato alla maturazione artistica più consapevole. Si tratta di “efficacia della didattica”: il Maestro insegna e l’allievo suona. 

lunedì 23 febbraio 2015

Strumenti per uno scopo

di Giovanni Verrando



Gli strumenti musicali sono un mezzo.
Modelli esemplari di protesi del nostro corpo, risorse per un’esplorazione 'esosomatica' con il fine di produrre suoni semplici o formalmente organizzati, essi sono mezzi sofisticati, spesso eleganti, perfezionati di epoca in epoca per rispondere ad esigenze reali e diverse (complessi strumentali, funzioni religiose, timbri particolari, generi musicali e così via). Lo stupore generato dalla loro fattura, la ricchezza di tali protesi, il loro potenziale tecnologico, portano talvolta a trasformarne la condizione, trascinandoli in un territorio indeterminato che sta tra il mezzo e il fine.

martedì 10 febbraio 2015

RaiVecchiaMusica

Che dire? Questo non è neanche un post, è solo una segnalazione. È uscito il programma di RaiNuovaMusica. A Torino, dove abito, di musica contemporanea se ne fa poca, e quindi ogni anno, tra gennaio e febbraio, fremo nell’attesa di questo pugno di concerti in cui in passato ho sentito opere nuove, di autori più o meno giovani, e omaggi a grandi figure del passato recente: cito a caso, andando a memoria tra le ultimissime edizioni, Cattaneo, Sciarrino, Casale, Benjamin, Fedele, Berio, Montalbetti, Adès, Tedde, Filidei, Ronchetti, Sannicandro, Battistelli, e non me ne voglia chi non mi viene immediatamente in mente ora. Opere che mi sono piaciute, opere che non mi sono piaciute, non importa: non si può amare tutto, giusto? (Anche se, come dice il mio amico Fernando Garnero, quella sarebbe la vera sfida.)

Sta di fatto che la maggior parte della musica programmata nella rassegna era effettivamente nuova, quando non nuovissima; e ampio spazio era dato ad autori non completamente affermati in questo nostro un po’ misero show business: cose non da poco in una città – e in un paese – dove la programmazione e la promozione della nuova musica e dei nuovi autori sono drammaticamente carenti.

Evidentemente quest’anno si è deciso di correggere il tiro. Ecco il programma:


martedì 27 gennaio 2015

Una disordinata divagazione su molti argomenti tra cui la complessità, la formalizzazione musicale, Romitelli e un andante di Mozart. Sperando che abbia un po' di senso.

Complessità è una parola che è stata usata molte volte su questo blog: ne ha sviscerato meravigliosamente i gli anfratti più minacciosi Daniele Ghisi nel suo ultimo post. Non so dirne molto di più, se non che tra le musiche che amo ce ne sono di apparentemente semplicissime (l'Andante del 467), di manifestamente complessissime (l'Arte della Fuga); di manifestamente semplicissime (i Rolling Stones) e di apparentemente complessissime (Unity Capsule).