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lunedì 4 marzo 2013

Usavich

Per festeggiare il primo compleanno di /nu/thing, vi propongo una promozione piuttosto particolare.

Si tratta di Usavich, un cartone animato giapponese a brevi puntate (circa un minuto ciascuna) ambientato in Russia che vede come protagonisti due conigli carcerati (almeno nella prima stagione: per chi fosse interessato, il lavoro prosegue per altre quattro stagioni. L'art director è Satoshi Tomioka, lo storyboard è di Aguri Miyazaki, la musica è di Daisuke Ueno.
Ciò che mi attira di Usavich è una cosa, precisissima: il fatto che un lavoro del genere sarebbe piaciuto farlo a me. L'invidia sta nel fatto che l'intera serie è spiccatamente musicale: la maggior parte delle azioni derivano direttamente da un gesto sonoro, oppure ne sono accompagnate indelebilmente. Il prototipo di tutto questo è la danza dei cosacchi di Putin (il coniglio con la maglia a righe bianche e verdi), che diventerà la fibra di tutte quante le stagioni, e che, alla bisogna, i creatori si divertiranno a spogliareanestetizzare o reinterpretare. L'interesse sta nel cogliere un gesto, unico, elementare, iterativo, ma perfettamente integrato da reggere cinque stagioni di una dozzina di microepisodi l'una.

lunedì 10 dicembre 2012

Vivos Voco

Pochi giorni fa è morto Jonathan Harvey, cui in questo blog non abbiamo mai accennato se non superficialmente. L'occasione è triste per colmare questa lacuna. Non mi interessa in questo contesto dare uno sguardo sulla sua vita, sulla sua formazione, sulla sua spiccata spiritualità o sui suoi rapporti con altri mostri sacri (primo tra tutti Stockhausen); nemmeno mi interessa darvi una panoramica sui suoi lavori più importanti – potete trovare tutto questo su questo bell'articolo del Guardian. In breve, questo non sarà un post strettamente commemorativo, né vi spiegherà perché Harvey è stato fondamentale nei decenni passati. Servirà forse invece a cercare di capire perché Harvey sarà fondamentale nei decenni a venire. Mi interessa quindi esporre brevemente le ragioni per cui credo che Harvey, attraverso la sua musica, mi abbia insegnato qualcosa.