di Mariangela Vacatello
Questo post che scrivo per /nu/thing nasce come una piccola testimonianza sul ruolo che la musica contemporanea ha nella mia vita. Questa era l’intenzione, ma fin dalle prime parole scritte mi sono resa conto di quanto questo spazio voglia essere un modo per condividere pensieri e confrontarmi con altri giovani interpreti che si pongono delle domande sul futuro musicale inteso in termini di repertorio.
Per i pianisti della mia generazione, allattati dalla tradizione delle scuole e accademie pianistiche internazionali, il momento del distacco dal “genitore protettivo” è cruciale. La didattica per il concertista iper-funzionale si traduce spesso in approcci di tipo genitoriale, con gli annessi vantaggi e svantaggi. L’urgenza dell’incremento del repertorio, così come la necessità di forgiare professionisti capaci di affrontare programmi nuovi in poco tempo, lasciano spesso uno spazio inadeguato alla maturazione artistica più consapevole. Si tratta di “efficacia della didattica”: il Maestro insegna e l’allievo suona.
