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martedì 5 maggio 2015

Impuls



Con questo post vorrei parlare di una importante realtà internazionale poco oltre la frontiera: il festival Impuls di Graz.
L’accademia, fondata da Beat Furrer e Ernst Kovacic solo pochi anni fa, promuove in maniera instancabile la musica contemporanea e i suoi principali attori, non solo compositori (giovani), ma anche strumentisti e ensembles.
L’anima di questo festival però è rappresentata da una persona, Ute Pinter, che in maniera instancabile porta avanti tutta una serie di azioni, da quelle organizzative alla comunicazione.

Non ho avuto la possibilità di seguire per intero il festival, mi limiterò quindi ad una semplice cronaca.
Le attività offerte dall’accademia austriaca si dipanano fra reading sessions con ensemble rinomati, discussioni aperte, workshops di improvvisazioni live con elettronica, masterclasses e ovviamente concerti, permettendo dunque anche ai giovanissimi un approccio non solo teorico alla musica contemporanea ma anche pratico. E’ molto forte dunque l’aspetto dello scambio, della condivisione, della scoperta. 
In qualche modo mi ricorda da vicino Darmstadt, potremmo perfino dire che il pubblico che anima la piccola cittadina austriaca durante il mese di febbraio sia lo stesso che in estate si sposta verso la rinomata città tedesca (…e poi potenzialmente anche verso Donauschingen).
Particolarmente interessante notare questo grafico che ho trovato sul sito di Impuls dove si denota la statistica riguardante la presenza delle varie nazionalità presenti al festival. Notate nulla di strano? Beh, la presenza italiana è al primo posto!

lunedì 23 giugno 2014

Agata Zubel - NOT I


Non accade spesso che dei compositori siano anche interpreti. Intendiamoci, molti tra coloro che oggi scrivono, arrivano alla composizione da percorsi d’interpretazione più o meno significativi o in ogni caso dalla pratica del suonare (più o meno genere-esente). Dietro le musiche che sono marcate della locuzione "con influenze Jazz", ci sono spesso delle esperienze performative maturate in tali contesti.


Ci sono alcuni casi ben noti di direttori-compositori come Pierre Boulez, Peter Eötvös, Beat Furrer, George Benjamin, Enno Poppe, Esa-Pekka Salonen e Matthias Pintscher (la lista potrebbe continuare, il post precedente porta la firma di Filippo Perocco che è anch'egli compositore e direttore). Più di rado s’incappa in strumentisti-compositori (la parola ”strumentista" non mi è mai piaciuta, è qui messa per far riferimento agli interpreti che hanno pratica continua con uno strumento la cui tecnica esige il contatto fisico), tra questi troviamo il pianista-compositore Thomas Adès, la compositrice-vocalist Erin Gee oppure, tra i giovani italiani, lo stesso Stefano Bulfon (pianista) e Andrea Agostini (basso elettrico).