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lunedì 3 marzo 2014

Andrew Hamilton - Music for people who lose people

Qualche giorno fa è apparso su questo blog un intervento nel quale un lettore - tra le altre cose - diceva più o meno che si sente la mancanza di personaggi che possano vantare un qualche appeal pop. Sono d'accordo: un po' di attitudine pop è qualcosa di cui c'è grande carenza, e che invece potrebbe costituire un segno importante di modernità.

È in questo contesto che mi è venuto in mente un compositore che ho incrociato alcune volte, l'irlandese Andrew Hamilton, e una sua opera che mi piace molto, "Music for people who lose people". 


lunedì 16 dicembre 2013

Mauro Lanza e Andrea Valle - Regnum Animale

Regnum Animale di Mauro Lanza e Andrea Valle è un lavoro che mi appassiona per molte ragioni. Prima di raccontarvele, però, varrà la pena di provare a spiegare di che cosa si tratta.


lunedì 18 novembre 2013

Labirinti

Oggi voglio prendere spunto da "Maze" (ectoplastic laboratory), per parlare brevemente di musica e videogiochi. 

"Maze" è un software che genera contemporaneamente musica e visualizzazioni geometriche. Le due cose sembrano talmente simbiotiche da rendere difficile capire che cosa sia rappresentazione di che cosa. Che la musica sia anche geometria non lo scopriamo ora; che la vibrazione sia alla base della realtà non è solo una metafora, almeno secondo ipotesi recenti. In ogni caso, Maze è certamente una delle maniere più intriganti di esplorare questi terreni: visualizzazioni e sonificazione si compenetrano, e la grafica è coinvolgente. 



Per chi fosse a Parigi giovedì prossimo, una dimostrazione del progetto sarà presentata alla Gaîté Lyrique. La cosa affascinante, almeno sulla carta, è la possibilità di rompere gli schemi di produzione e fruizione abituali: se pensiamo all'utilizzo, Maze è uno strumento; se guardiamo la sua impostazione, Maze è un'installazione; se guardiamo la grafica e l'interfaccia, Maze è un videogioco.

giovedì 10 ottobre 2013

Giovanni Bertelli - Lorem Ipsum


Oggi vi voglio parlare di un caro amico, Giovanni Bertelli, e in particolare della sua "Alla Breve". Gli "Alla Breve" sono cicli di cinque piccoli brani, della durata di circa due minuti ciascuno, commissionati dalla radio pubblica francese a giovani compositori. Questa pratica è decisamente una delle più encomiabili della radio d'oltralpe. L'"Alla Breve" di Bertelli è secondo me uno dei suoi lavori più emblematici e più riusciti. Si intitola "Lorem ipsum", e trovate la sequenza integrale dei cinque brani a questo indirizzo (cliccate su "écouter l'émission"):


La chiave di volta è, visibilmente, l'ironia. Il teatro dell'assurdo, la trasfigurazione del far musica. L'eleganza del mondo all'incontrario, in cui la voce si spande in un basso albertino (Gervasoni docet), in un mondo sonoro fatto di clacson e granulazioni nevrotiche. La presenza elettronica è un contrappunto continuo e integrato, pensato e costruito esplicitamente per la diffusione radiofonica. Le influenze chiare, quasi dichiarate, vanno dal già citato Gervasoni a Mauro Lanza o Francesco Filidei.

La parte iniziale del "Lorem ipsum" è una rielaborazione dei primi brani di un work in progress bertelliano, la "Missa Sine Domine". La goliardia ecclesiastica e i giochi di parole sono un fil rouge nei titoli della sua produzione (ricordo ad esempio una "Toccata della Madonna" per organo…), un modo ironico ma gentile per mordere a tutto tondo, senza vero anticlericalismo (forse anzi ne sono un antidoto?) e senza prendersi troppo sul serio, perché poi in fondo prima o poi arriverà qualcuno a riservarci lo stesso trattamento, e nemmeno noi gradiremmo che costui si prendesse a sua volta troppo sul serio, no? Prendersi sul serio è un peccato mortale; prendere sul serio la vita equivale a perdere il senso della morte: alla fine non ci rimane in mano nulla, nemmeno il gusto di esserci divertiti alle sue spalle, per una manciata di tempo.

lunedì 10 giugno 2013

Michele Sanna - Soundrise

Questo lunedì voglio scrivere di una partitura: si tratta di Soundrise, di Michele Sanna. Anzi no, più che parlarne vorrei ascoltarla con voi, goderne prima di tutto. 

PREMESSA 
Michele Sanna è un giovane (non giovanissimo) compositore nato nel 1981 a Cagliari, dove vive tuttora. Chitarrista (elettrico), pratica il Jazz e la scrittura (come compositore si forma principalmente a Milano). L’aspetto biografico ha una qualche incidenza nel senso del post come si leggerà nelle conclusioni.

SOUNDRISE 
Il brano è una commissione del Divertimento Ensemble ed è stato eseguito in prima nella stagione 2013 dello stesso Ensemble milanese.

lunedì 4 marzo 2013

Usavich

Per festeggiare il primo compleanno di /nu/thing, vi propongo una promozione piuttosto particolare.

Si tratta di Usavich, un cartone animato giapponese a brevi puntate (circa un minuto ciascuna) ambientato in Russia che vede come protagonisti due conigli carcerati (almeno nella prima stagione: per chi fosse interessato, il lavoro prosegue per altre quattro stagioni. L'art director è Satoshi Tomioka, lo storyboard è di Aguri Miyazaki, la musica è di Daisuke Ueno.
Ciò che mi attira di Usavich è una cosa, precisissima: il fatto che un lavoro del genere sarebbe piaciuto farlo a me. L'invidia sta nel fatto che l'intera serie è spiccatamente musicale: la maggior parte delle azioni derivano direttamente da un gesto sonoro, oppure ne sono accompagnate indelebilmente. Il prototipo di tutto questo è la danza dei cosacchi di Putin (il coniglio con la maglia a righe bianche e verdi), che diventerà la fibra di tutte quante le stagioni, e che, alla bisogna, i creatori si divertiranno a spogliareanestetizzare o reinterpretare. L'interesse sta nel cogliere un gesto, unico, elementare, iterativo, ma perfettamente integrato da reggere cinque stagioni di una dozzina di microepisodi l'una.

lunedì 18 febbraio 2013

Kristian Ireland - Clearing I

Questa settimana voglio proporvi l'ascolto di Clearing I, di Kristian Ireland, compositore australiano nato nel 1975, formatosi principalmente negli Stati Uniti ed in particolare con Brian Ferneyhough. Dopo una pausa di qualche post ricominciamo con una promozione. Come sempre l'idea è quella di proporre compositori poco conosciuti in Italia, o quasi per nulla, come nel caso di Ireland.

lunedì 29 ottobre 2012

Lucas Fagin - Arquetipo



Con il post di oggi intendo presentare un compositore che viene dall’altra parte del mondo, da quell’America latina, riserva naturale di grandi talenti che sembra sempre di più un’Italia vista al “macroscopio”, da dove i giovani fuggono in cerca di possibilità, di cultura, di formazione. O semplicemente in cerca di sogni. 

Lucas Fagin, classe 1980, è un eclettico compositore argentino, formatosi fra il conservatorio di Buenos Aires e il CNSMDP di Parigi che ho avuto la fortuna di incontrare svariate volte sul mio cammino, una su tutte la finale del concorso internazionale Takemitsu di Tokyo. Esperienza indimenticabile per entrambi. 

Dove ho avuto la possibilità di conoscere non solo la sua musica, che personalmente reputo in generale molto interessante, ma anche il lato umano, aspetto da non sottovalutare quando si disquisisce sulla produzione artistica di un individuo. 

Come nel caso di Casale, presento qui un brano per orchestra. Sarà che in questo periodo sono fortemente affascinato da brani dalla grande forma e di grande impatto timbrico. La mia curiosità e voglia di comporre un nuovo lavoro per orchestra mi ha portato a rispolverare alcuni brani che avevo in archivio, e fra i tanti mi è ricapitato fra le mani questo pezzo, che al tempo (nel 2009) mi impressionò molto, avendolo ascoltato dal vivo, e in un certo senso visto “montare” pezzo dopo pezzo durante le prove con l’orchestra.

lunedì 1 ottobre 2012

Gérard Pesson - La lumière n'a pas de bras pour nous porter

Si parlava di do maggiore, in qualche post fa, ed eccomi quindi a proporvi un piccolo brano che dei tasti bianchi fa il suo unico strumento. L'autore non è giovane né sconosciuto, bensì un compositore decisamente già affermato; vi propongo ugualmente il brano, perché mi pare sia una pagina bella, semplice e sincera. Nella registrazione Youtube proposta, il brano è suonato molto bene da Alfonso Alberti – per contro, temo che il livello sonoro sia stato scelto male nell'upload, e risulta essere talmente elevato da finire per distorcere diversi accordi accentati. Per correre ai ripari, abbassate il volume quasi al minimo, altrimenti perderete completamente le tinte intime e insieme misteriose, che invece a mio avviso sono la prima cifra del brano.


"La lumière n'a pas de bras pour nous porter", per pianoforte amplificato, è dedicato alla memoria di Dominique Troncin, musicista, compositore e amico di Gérard Pesson. Diversamente da altri pezzi in cui la dedica alla memoria è a posteriori o quasi di circostanza, in questo caso il pezzo è effettivamente stato scritto di getto dopo la morte di Troncin.

martedì 18 settembre 2012

Bernhard Lang - Differenz/Wiederholung 2

Bernhard Lang è un compositore austriaco nato nel 1957. Relativamente poco conosciuto in Italia ha però realizzato un progetto importante con Alter Ego, Tables are turned, che sta girando l'Europa. I motivi che mi hanno orientato verso questa proposta sono principalmente due. Il primo, musicale, è il loop, e il secondo il carattere di indipendenza, dal punto di vista della produzione e dell'editoria che accompagna Lang nella sua carriera. 

lunedì 30 luglio 2012

Emanuele Casale - Buongiorno stanza audace


Tempo fa, su queste stesse pagine, si parlava di “scavare”.
Scavare per me vuol dire cercare, modellare, impregnarsi, annullarsi e ricrearsi ogni istante dedicato alla “creazione”. Anelare a quel che non si conosce. Immaginare il nero per (ri)colorarlo lentamente.

Prosciugarsi. Perdersi. Rifiorire.

Questo processo è un loop continuo. È insito nella vita di un compositore, o di un qualsiasi creatore. È una evoluzione naturale che ci porta da uno stato vegetativo all’altro. Ci distrugge e ci ricrea. E l’ordine è dettato dal suono. “L’ordine del fenomeno sonoro è primordiale: vivere quest’ordine è l’essenza stessa della musica”, lo diceva Boulez.
Credo che vivere quell'ordine sia innanzitutto un viaggio. Un continuo errare attraverso luoghi offuscati, incapsulati in una dimensione parallela, come in un treno. Dove tutti gli elementi ci scorrono rapidamente davanti, come in uno schermo, ad un ritmo disumano ed una velocità inafferrabile. 
E' solo grazie alla nostra percezione che riusciamo a cogliere quante più informazioni possibili.

domenica 22 luglio 2012

Valerio Murat - Ailo


Ailo è il nome di un demone-donna finlandese. Di notte diventa lupo e va a caccia di uomini; per mangiarli ovviamente. Ailo è il titolo del lavoro che vi presento questo Lunedì, l'autore di musica e video è Valerio Murat, opera datata 2011. Generalmente non ritengo necessario presentare il compositore, preferisco parlare esclusivamente dei pezzi, talvolta però la cifra biografica aiuta a decifrare meglio, in questo caso ritengo di dover spendere qualche parola sul percorso di questo artista, perché forse aiuta a capire. I primi esordi di Valerio sono quelli di un giovane compositore di successo, in pochi anni vince alcuni dei premi più importanti al mondo. Decide di non inserirsi nella filiera delle grandi istituzioni accademiche, rinuncia al conforto che viene dall'avere (talvolta a tutti i costi) il "nome che gira" nei "posti giusti" della musica contemporanea, che comunque lo cerca e lo osserva: come si osservano le schegge per fare un reset di sistema.

lunedì 16 luglio 2012

Nicolas Mondon - Pianola/Phonographe II

Il brano che vi propongo è "Pianola/Phonographe II" di Nicolas Mondon, per disklavier preparato, di cui potete trovare una registrazione a questo indirizzo:

(Il disklavier è un… pianoforte senza pianista, in cui l'abbassamento dei tasti è gestito tramite computer. Nicolas "prepara" anche lo strumento pesantemente, cioè modifica il timbro di alcune corde grazie a frammenti di gomme, corde o patafix).

Premetto che la registrazione non rende giustizia al pezzo, il cui vero asso nella manica è la teatralità del gesto sonoro. Chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo dal vivo lo scorso giugno a Parigi (Centquatre, festival Manifeste, 21/06/2012) avrà potuto apprezzare quest'aspetto. La registrazione è - a mio avviso - una lontanissima parente del pezzo in sé. Però penso valga la pena comunque di parlare dell'impostazione generale del brano, anche per incuriosire chi avrà modo di assistervi in futuro.

mercoledì 11 luglio 2012

Fabrizio Rat Ferrero - Noisy Airs

Fabrizio Rat Ferrero, classe 1983, compositore e pianista. Da qualche tempo disdegna la scrittura in senso stretto perché preferisce fare album suoi e suonare quello che scrive. (http://www.fabriziorat.com)

Noisy Airs é un brano per grande ensemble eseguito in prima al Festival Musica di Strasburgo dall'orchestra dei diplomati del conservatorio di Parigi nel 2009.


Non ci sono complessi che bloccano l'immaginario in questo brano, c'è una diretta e franca immersione nel gusto e nell'esperienza personale che fa digerire tutto quel po' di musica contemporanea che Rat Ferrero ha nelle orecchie e nelle mani. C'è del Lachenmann di fondo, accompagnato da uno Strawinski un po' selvaggio e scanzonato. Non quello della Sagra, ma quello dei montaggi strani neoclassici, o della Sinfonia per strumenti a fiato. C'è anche tanta esprienza di musica fatta e sentita. L'improvvisazione, il lavoro sulla frase e sul tema che viene dal Jazz.
Il flusso musicale è bello quando dura poco, però flusso deve esserci. Il compositore deve illuderci che tutto vada per il meglio, che tutto sia sotto controllo; ma, ancora meglio, che si giri di lato e mostri il trucco per fare divertire e anche pensare sull'essenza fittizia, giocosa e profondamente irreale del comporre.

lunedì 25 giugno 2012

Paolo Aralla - Caduceata Region

Paolo Aralla, nato nel 1960, appartiene a un'altra generazione rispetto a noi, più giovani di 15, 20, quasi 25 anni: è stato tra l'altro mio insegnante di composizione, il che mi pone semmai in un rapporto filiale con lui - e rischia di impedirmi di essere imparziale. Suoi circa coetanei sono invece Fedele, Francesconi, Gervasoni, Solbiati, compositori che oggi nel bene e nel male rappresentano l'establishment della musica contemporanea italiana e che - senza nulla togliere alle loro individualità - condividono in maniera credo innegabile un terreno stilistico comune, una morbidezza ultima di chi è cresciuto con Berio, ha avuto Murail per fratello maggiore ed è rimasto folgorato sulla via di Damasco da Benjamin, ma sto ovviamente semplificando.

Il lavoro di cui voglio parlare è Caduceata Region, ciclo di tre pezzi per pianoforte scritti tra il 2009 e il 2011. Come al solito non mi interessa descriverlo dettagliatamente, ma piuttosto provare a spiegare perché sento che merita attenzione.


domenica 3 giugno 2012

Stefano Bulfon - Quand tu étais comme avec moi dans les choses éphémères


Per il post di questo Lunedì presento un lavoro del compositore Stefano Bulfon dal lungo titolo: Quand tu étais comme avec moi dans les choses éphémères (Edizioni Nuova Stradivarius). Classe 1975, italiano, Stefano ha scritto questa pagina impegnativa per 18 musicisti e viola solista tra il 2008 e il 2009. Il brano risulta essere una commissione dell’ Ensemble Intercontemporain, che ne ha curato la prima esecuzione avvenuta a Parigi presso il Centre Pompidou il 23 Ottobre 2010, sotto la direzione di Susanna Mälkki, viola solista:Odile Auboin. Prima di passare al commento, una premessa e altre due informazioni. La premessa è che ho la fortuna di conoscere il brano non soltanto dalla registrazione, ma anche dalla partitura, dettaglio saliente nel caso in cui la musica chiama ad una riflessione più approfondita, caso che a mio avviso non si verifica sempre ma in questo lavoro sì.


Le informazioni: subito prima della legenda compaiono due citazioni che qui riporto. La prima è di Edmond Jabès,  da Le livre des Questions: "Il n’y a pas de marches dans la mer ni, dans la douleur, de degrés.", la seconda è di Lina Bolzoni da Dante, o della memoria appassionata: "Non si trattava di una memoria puramente passiva, ma di una memoria legata all'immaginazione e quindi alla capacità di ricreare, di inventare. Si insegnava a plasmare la mente, a costruirvi complesse architetture, scale, alberi, giardini, tappe di un percorso che potevano condurre a una trasformazione interiore, fino a un incontro col divino.". L'ultima informazione è relativa ai titoli delle due sezioni che compaiono in partitura: al minuto [0':41''] (in coincidenza dell'entrata nascosta della Viola) appare l'indicazione "I. (...case di vuoto e di vento)", la sezione prosegue fino al minuto [7':15''] dove in partitura compare "II. (maisons de lierre)".

Non intendo descrivere il pezzo, preferisco dirvi perché lo ritengo un lavoro importante. 

lunedì 21 maggio 2012

Yannis Kyriakides - Mnemosist S

Il brano che vi propongo per questo lunedì è Mnemosist S, di Yannis Kyriakides, nella versione dell'ASKO ensemble. Si tratta di un lavoro che lega in un collante ritmico sintesi elettronica, ensemble, video e testo.


Il primo punto importante è la questione del ritmo. Questo brano è emblematico di una concezione che ritorna a pensare al ritmo sulla base di una vera griglia, intesa come struttura a partir dalla quale ogni variazione è una presa di libertà. Questo mi pare anche una cifra comune a moltissimi compositori degli ultimi anni, nonché un fatto positivo: una certa datata concezione del ritmo come successione di intervalli temporali non tiene conto del fatto che la percezione ritmica  è secondo me (come la percezione delle altezze) basata fortemente su criteri frequenziali. Da cui, appunto, l'importanza di evitare i "grigi" ritmici (in linea di principio, in linea generale, al netto di casi specifici). Le prese di libertà dalla griglia, o gli sfasamenti a livello di una sottogriglia, acquisiscono nel pezzo una potenza notevole (come gli "accenti" delle percussioni), pur restando estremamente semplici. I momenti di switch tra le sezioni, funzionano perfettamente. Esattezza, precisione.

mercoledì 21 marzo 2012

Steen-Andersen - On And Off And To And Fro



Continuiamo la serie dei “semafori verdi” parlando questa volta di un autore della nuova generazione fra i più interessanti sul panorama internazionale, ma poco conosciuto, anzi molto probabilmente del tutto sconosciuto in ambito italiano, aldilà di qualche piccola recente apparizione.
Si tratta di Simon Steen-Andersen (classe 1976), compositore danese,  piuttosto attivo in territorio anglo-germanico.
Il brano qui presentato è “On And Off And To And Fro” del 2008, nell’esecuzione dell’ensemble norvegese “Asamisimasa” e inserita nel disco monografico “Pretty Sound - Solo and chamber works” pubblicato dalla Dacapo Records nel gennaio 2011.
I lavori di Steen-Andersen appaiono ad un primo ascolto brillanti, comunicativi ma al contempo densi di sonorità ricercate, molto spesso grazie anche all’ausilio dell’elettronica o a dispositivi particolari quali megafoni o pedaliere per chitarra, ponendo in evidenza anche una certa curiosità verso l’aspetto visuale, prevalentemente di carattere ludico e ironico. Il gesto sonoro è inteso molto spesso come atto performativo, determinato perlopiù da un’intimistica propensione teatrale.

lunedì 5 marzo 2012

Francesco Filidei - Ballata

Rompo il ghiaccio con il primo "semaforo verde" per uno dei pezzi più interessanti che ho ascoltato ultimamente. Il pezzo si chiama "Ballata" e l'autore è Francesco Filidei. Eccone una registrazione da YouTube:


La registrazione dovrebbe essere tratta dalla prima, al festival Agora 2011 (Chiesa di Saint Eustache, Parigi, ensemble Muzikfabrik, lo stesso Filidei all'organo, Enno Poppe direttore). Recentemente, pochi pezzi mi hanno colpito dal vivo come "Ballata". Al di là della scrittura organistica (pure per un navigato organista come Filidei non so quanto sia facile gestire così bene l'impasto sonoro con ensemble ed elettronica, trattando l'organo in modo convincente, senza accademismo e senza ostentato virtuosismo), e al di là dell'efficacia dell'utilizzo degli spazi acustici (non è mica facile fare un'elettronica a Saint Eustache, e la registrazione rende solo giustizia al lavoro per metà), il punto vero è per me un altro, ed è sostanzialmente estetico.
Più precisamente, tra i vari contenuti interessanti (uso dell'oggetto sonoro personale e mai come objet trouvé, dissoluzione del continuum tra sfondo e figura, monumentalità nella piccola forma…), il brano tocca alcune corde che ultimamente mi sono care nella scrittura (e che peraltro spesso non riesco ad abbracciare come vorrei); ne cito solo un paio: l'essenzialità dei gesti e il rapporto tra iterazione-ciclo.

giovedì 1 marzo 2012

/nu/thing

Ciò che forse ci interessa di più, nonché il motivo principale per cui ci riuniamo in questo blog, è che, in diverse maniere, vediamo la musica sotto la stessa prospettiva: quella della condivisione di partiture, di incontri o scontri, di serate a parlare dei nostri lavori o dei lavori di altri. Ci accomuna la consapevolezza che la musica di oggi (contemporanea per forza di cose) è più viva che mai.

Ci sembrava mancasse uno spazio pubblico di discussione. In fondo, ci siamo detti, ciò che diciamo in privato può anche esporsi a un confronto più ampio, che non resti necessariamente nei confini della comunità musicale, ma che si rivolga più in generale alla comunità artistica contemporanea (artisti, curatori, amatori, appassionati). Aprendo la discussione, potremo arricchirla con nuove idee, per interpretare ciò che sta succedendo in questo momento nella musica italiana e internazionale.

Come compositori abbiamo la necessità assoluta di comunicare, e uno spazio di discussione ha in sé anche il potenziale di declinare i nostri bisogni e di farne proliferare altri, mettendo in diffrazione il nostro punto di vista "interno" con quello dei lettori che, all'altro capo del filo, vorranno unirsi a noi. Si discuterà non solo di ciò che è la musica oggi, ma anche di ciò che potrebbe o dovrebbe essere: la sillaba "nu", intorno a cui ci riuniamo, rappresenta al contempo suono e nota potenziale. Designa al tempo stesso la lettera greca simbolo della frequenza e una sorta di "ottava nota", quella che Guido d'Arezzo avrebbe scelto proseguendo sull'Inno a San Giovanni.

Partiremo da stimoli concreti: concerti, idee, titoli o link a brani che ci sono particolarmente piaciuti, nomi di compositori che troviamo per qualche motivo interessanti. L'idea di fondo è animare e animarci in discussioni sulla musica d'oggi, tutta quella che ci capita a portata di orecchi, con un piccolo codice etico: non ci nasconderemo dietro un dito. Sappiamo di essere in "conflitto di interessi" parlando del mondo musicale e facendone parte allo stesso tempo. Ma questo non vuole essere in alcun modo un blog oggettivo. Dichiariamo il nostro conflitto di interessi e andiamo avanti, consapevoli della delicatezza della nostra posizione ma anche della necessità di tornare a discutere apertamente di contenuti. Questa è la strada che scegliamo per cercare di dare alla musica di oggi un ruolo sociale diverso dal divertissement. In questo crediamo di dare il nostro contributo di artisti a una comunità musicale, e delle arti tutte, che deve cominciare di nuovo a discutere di cose: /nu/thing

Andrea Agostini
Daniele Ghisi
Raffaele Grimaldi
Eric Maestri
Andrea Manzoli
Marco Momi
Andrea Sarto
Franco Venturini