L'altra sera ero a un bellissimo concerto nella mia città. Purtroppo, causa malanni di stagione pervasivamente diffusi in platea, immergersi in taluni brani è risultato leggermente più complicato del previsto.
Lungi da me chiedere ai miei concittadini di trattenere impellenti colpi di tosse: come spunto per simili future eventualità, suggerirei invece di tossire quantomeno a tempo. Si prenda come esempio il pubblico di questa registrazione, ritrovata oggi rovistando tra vecchi floppy disk. Ve la propongo con tutti i nostri migliori auguri per un super 2017!
(Potete scaricare il file da qui; licenza e crediti sono qui.)
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domenica 1 gennaio 2017
lunedì 21 luglio 2014
Un Cluster, cent'anni fa
In quest'estate forse un po' altalenante, fra canicola e precoci umori autunnali, amiamo prendere il tempo che ci spetta dopo mesi passati al lavoro, fra lezioni, pezzi composti o da comporre, e compiti da correggere. Ci mettiamo in modalità "flâneur"; e girovaghiamo in qua e in là, fisicamente o meno. La mattina inforchiamo la bicicletta e prendiamo per il parco, il pomeriggio dormiamo con le tapparelle mezze abbassate e la sera forse usciamo per un gelato. Oppure no: la mattina andiamo dal dentista dopo mesi di procrastinazioni, il pomeriggio riordiniamo la cantina e la sera telefoniamo a un amico che non sentiamo da tanto tempo.
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lunedì 16 settembre 2013
Gadget
Ci sono delle tendenze oggi? Certo, molte e diverse almeno quanto i compositori. Ce ne sono però alcune che toccano più protagonisti della musica di oggi. Per esempio quello che definirei l'utilizzo di gadget vari: oggetti quotidiani, tubi, carillon, oggetti che distaccano e stupiscono. L'effetto è spesso forte; per alcuni ha un risultato ironico, per altri più brutale e lirico. Parto soprattutto dalla mia esperienza in concerto, senza essere esaustivo, e forse sbagliandomi in pieno. Quello che vorrei risultasse sarebbe un confronto sulle questioni sollevate; per esempio, se l'utilizzo di gadget sia semplice ironia educata e divertente che urbanizza le intuizioni più radicali di un Lachnemann, per esempio. A volte ho questo dubbio e a volte non ho voglia di ridere.
martedì 11 settembre 2012
[di-vul-ga-'tsjo-ne]
Qualche mese fa è apparso sul Guardian questo articolo: http://www.guardian.co.uk/music/2012/apr/26/five-myths-contemporary-classical-music
Ho iniziato a leggerlo con scetticismo, dicendomi che di solito questi sforzi divulgativi si rivelano qualunquisti, grossolani e disinformati. Proseguendo la lettura, mi sono ricreduto e vorrei spiegare perché.
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