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domenica 2 novembre 2014

Parlar di musica


Non sono dotato di un primo ascolto analitico, ogni qual volta ho l'occasione di ascoltare Schubert o Beethoven (come Mahler o Stravinskij) l'interesse d’indagine strutturale o sul trattamento dei materiali svanisce. Ho la sensazione di essere risucchiato in una storia, la fine dell'esposizione diventa respiro, la ripresa, un ritorno, un accordo che esplode è una grande esplosione prima ancora di essere una lunga serie di terze sovrapposte.


Una storia dunque, in cui l'atipica modulazione inerisce al cesello di un movimento nel dramma piuttosto che al concetto derivante dalla sua atipicità. In realtà la coscienza dell'atipico e il suo portato concettuale non è necessariamente in antitesi con ciò che riguarda la retorica, faccio quindi mie le parole di Eric Maestri "sapere finalmente che ogni musica è concettuale". 

lunedì 27 maggio 2013

Filippo Perocco - Studi per violino

Con questo post inauguriamo un cambio di modalità nel blog: proviamo a accantonare il sistema dei semafori, per cercare di parlare di un numero maggiori di brani (date un'occhiata alla pagina /nu/list). L'obiettivo è sempre parlare di ciò che ci piace o ci ha colpito, e segnalarvelo, e discuterne.

Oggi vi propongo alcuni studi per violino solo di Filippo Perocco, che ho sentito recentemente dal vivo all'Istituto Italiano di Cultura di Parigi, suonati da Marco Fusi. Il lavoro mi ha sinceramente colpito: tornato a casa, l'ho cercato su internet per proporvelo, trovando solamente il filmato che vedete poco più in basso. Non gli rende giustizia; non tanto per una questione di esecuzione (è sempre l'impressionante Marco Fusi che suona nel video su Youtube, benché ho la sensazione che nell'esecuzione di Parigi i pezzi fossero "maturati" – il che è abbastanza naturale), piuttosto perché credo che questo brano rientri nel novero di quelli che fanno vibrare qualcosa di speciale dal vivo, altrimenti la magia un po' si perde.