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lunedì 3 febbraio 2014

Zeno Baldi - In Punta

Acrobata (s. m.) è chi cammina tutto in punta (di piedi): (tale, almeno, è per l'etimo): poi procede, però, naturalmente, tutto in punta di dita, anche, di mani (e in punta di forchetta): e sopra la sua testa: (e sopra i chiodi, fachireggiando e funamboleggiando): (e sopra i fili tesi tra due case, per le strade e le piazze: dentro un trapezio, in un circo, in un cerchio, sopra un cielo): volteggia su due canne, flessibilmente, infilzate in due bicchieri, in due scarpe, in due guanti: (dentro il fumo, nell'aria): pneumatico e somatico, dentro il vuoto pneumatico: (dentro pneumatici plastici, dentro botti e bottiglie): e salta mortalmente: e mortalmente (e moralmente) ruota: (così mi ruoto e salto, io nel tuo cuore):
(E. Sanguineti)



Ascolto In Punta per cinque strumenti – flauto, clarinetto, pianoforte, violino e violoncello – di Zeno Baldi, e cerco di mettere a fuoco alcuni aspetti che mi colpiscono.

Comincio dalla levità, o dalla leggerezza che mi suscita: è un senso che nasce dalla consapevolezza del peso dei suoni, dalla ricerca dell'equilibrio nelle loro relazioni. Zeno sa e sente che il suono ha una massa, e che suoni diversi hanno masse differenti. Così Zeno regola la stadera del tempo e appoggia ogni suono sul piatto, guardando che l'ago oscilli attorno allo zero, anche compiendo scarti e movimenti notevoli. Come l'equilibrista gioca con la paura della caduta, allo stesso modo il compositore ci trasmette questa costante sensazione: a tratti il suono si flette belando, oscilla per troppa pressione dell'arco, passeggia pericolosamente sull'orlo, come alludendo non solo alla citazione di Sanguineti, che ho ritrovato nella partitura, ma anche al funambolo che quarant'anni fa camminò sulla corda tesa di nascosto fra le torri gemelle.

I suoni oscillano, e nell'osservazione del loro moto perdiamo il senso della direzione. Non sappiamo dire che ore siano guardando l'oscillazione del pendolo, abbiamo bisogno di un contatore che lo faccia per noi, e che trasmetta il suo risultato alle lancette del quadrante. Ecco, Zeno ci dice che guardare sempre l'ora non è poi così interessante, ma che possiamo anche ipnotizzarci per un po' ascoltando l'avanti-e-indietro dei colpi d'arco in crescendo, oppure con alcune semplici note del clarinetto, e via dicendo. Forse potremmo anche dimenticarci per sempre del quadrante, ma il compositore pone un limite al mesmerismo, e così distogliamo lo sguardo per affondare in un'altra ipnosi.

lunedì 4 marzo 2013

Usavich

Per festeggiare il primo compleanno di /nu/thing, vi propongo una promozione piuttosto particolare.

Si tratta di Usavich, un cartone animato giapponese a brevi puntate (circa un minuto ciascuna) ambientato in Russia che vede come protagonisti due conigli carcerati (almeno nella prima stagione: per chi fosse interessato, il lavoro prosegue per altre quattro stagioni. L'art director è Satoshi Tomioka, lo storyboard è di Aguri Miyazaki, la musica è di Daisuke Ueno.
Ciò che mi attira di Usavich è una cosa, precisissima: il fatto che un lavoro del genere sarebbe piaciuto farlo a me. L'invidia sta nel fatto che l'intera serie è spiccatamente musicale: la maggior parte delle azioni derivano direttamente da un gesto sonoro, oppure ne sono accompagnate indelebilmente. Il prototipo di tutto questo è la danza dei cosacchi di Putin (il coniglio con la maglia a righe bianche e verdi), che diventerà la fibra di tutte quante le stagioni, e che, alla bisogna, i creatori si divertiranno a spogliareanestetizzare o reinterpretare. L'interesse sta nel cogliere un gesto, unico, elementare, iterativo, ma perfettamente integrato da reggere cinque stagioni di una dozzina di microepisodi l'una.

lunedì 25 febbraio 2013

Divertimento e /nu/thing a Milano e Bologna

Mercoledì 6 marzo
Milano, Auditorium del Sole 24 Ore
ore 20.30
Venerdì 8 marzo
Bologna, Oratorio S. Filippo Neri
ore 20.30
Il Divertimento Ensemble sarà impegnato mercoledì 6 marzo, nell'ambito della sua stagione Rondò, a Milano, e venerdì 8 marzo, invitato a Bologna dall'ensemble FontanaMix al festival MICO, nel progetto "Carta bianca ai giovani": un concerto in cui siamo presi carico in prima persona della programmazione. Siamo estremamente grati a Sandro Gorli e al Divertimento Ensemble, per averci dato questa straordinaria opportunità, che sin dall'inizio abbiamo considerato come una sfida per uscire dai confini della pagina scritta.

Se vi trovate in zona e siete curiosi, venite e portate con voi amici e parenti! Per lasciarvi l'acquolina in bocca, abbiamo pensato di scrivere collettivamente qualche parola su ognuno dei brani in programma.

domenica 14 ottobre 2012

Divertimento Ensemble & /nu/thing

La prenderò un po' alla lontana, per avvalorare la tesi finale, raccontando di alcuni pensieri recenti. L'ennesima eccezione alla linea dei miei contributi in questo blog, ma in continuità con alcuni aspetti centrali dell'iniziativa /nu/thing: situazione della musica contemporanea in Italia (e per gli italiani interessati-interessanti), proposta di musica scritta dalle giovani generazioni e "stato ibrido autoriale": compositori (non musicologi, non critici) che però parlano.
In Italia c'è un avvenimento che è comunque molto importante per la nuova musica e che si chiama Biennale Musica. Sono rientrato da poche ore da Venezia e preannuncio che non ho alcuna intenzione di fare osservazioni sulle scelte della programmazione artistica (il Festival fu ben presentato da Raffaele). Intendo però parlare di un certo clima che mi ha sfiorato, trovo importante descriverlo per capire il contesto in cui si colloca l'iniziativa che di seguito presenterò.