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lunedì 29 giugno 2015

Progetto per una disintegrazione del sistema

di Fabio Selvafiorita


...è più facile parlare dell'algebra che del fuoco.”
(John Barth)



La richiesta per un mio intervento in questo spazio giunge tanto inattesa quanto gradita. È molto probabile che gli articoli che vado scrivendo da qualche tempo per L'Intellettuale Dissidente o qualche esternazione da me rimossa devono aver provocato questa domanda. Premetto che non ho intenzione di proporvi nulla di originale. Viviamo in un mondo in cui ognuno si sente legittimato a dire la sua su qualsiasi argomento. Più raro che gli stessi condividano con altri le coordinate culturali di un pensiero. Ho preferito proporvi un percorso quasi ipertestuale tra riflessioni di pensatori ben più autorevoli di me sui fondamenti dell'Estetica in quella che ritengo l'ora più buia della sua storia. Prendete questo scritto così com'è, senza rintracciare intenti sistematici e accettando certe espressioni enigmatiche per quel che possono significare per voi. In ogni caso ringrazio i ragazzi di /nu/thing per l'ospitalità e approfitto di questo spazio per dare ordine pubblicamente a qualche pensiero sparso sulla natura del fuoco. Dell'algebra, d'altronde, già sapete. 

martedì 10 febbraio 2015

RaiVecchiaMusica

Che dire? Questo non è neanche un post, è solo una segnalazione. È uscito il programma di RaiNuovaMusica. A Torino, dove abito, di musica contemporanea se ne fa poca, e quindi ogni anno, tra gennaio e febbraio, fremo nell’attesa di questo pugno di concerti in cui in passato ho sentito opere nuove, di autori più o meno giovani, e omaggi a grandi figure del passato recente: cito a caso, andando a memoria tra le ultimissime edizioni, Cattaneo, Sciarrino, Casale, Benjamin, Fedele, Berio, Montalbetti, Adès, Tedde, Filidei, Ronchetti, Sannicandro, Battistelli, e non me ne voglia chi non mi viene immediatamente in mente ora. Opere che mi sono piaciute, opere che non mi sono piaciute, non importa: non si può amare tutto, giusto? (Anche se, come dice il mio amico Fernando Garnero, quella sarebbe la vera sfida.)

Sta di fatto che la maggior parte della musica programmata nella rassegna era effettivamente nuova, quando non nuovissima; e ampio spazio era dato ad autori non completamente affermati in questo nostro un po’ misero show business: cose non da poco in una città – e in un paese – dove la programmazione e la promozione della nuova musica e dei nuovi autori sono drammaticamente carenti.

Evidentemente quest’anno si è deciso di correggere il tiro. Ecco il programma:


sabato 27 dicembre 2014

Paolo Aralla: Dialoghi sul comporre 2015

Abbiamo invitato Paolo Aralla a parlarci degli incontri di Budrio di quest'inverno. I Dialoghi sul comporre sono al terzo appuntamento, dal 2 al 4 gennaio.

di Paolo Aralla

Approfitto di questo spazio messo a disposizione dagli amici di /nu/thing per raccontare qualcosa su “Dialoghi sul comporre”, una iniziativa che, giunta alla sua terza edizione, si svolgerà il 2, 3 e 4 gennaio a Budrio, cittadina nei pressi di Bologna.

Più o meno cinque anni fa Francesco Dillon mi invitò ad un suo concerto presso le "Torri dell'Acqua" di Budrio descrivendo le Torri come uno spazio architettonicamente e acusticamente interessante e, soprattutto, raccontandomi di un gruppo di appassionati amanti dell'arte e della musica che questo spazio gestivano con spirito aperto e curioso. Francesco aveva pienamente ragione, così in quella serata, al piacere di ascoltare della buona musica, si aggiunse la sensazione che quella esperienza di ascolto avvenisse non solo nello spazio giusto, ma anche e soprattutto nel contesto giusto.

venerdì 19 dicembre 2014

Concerto /nu/thing alla GAMeC di Bergamo



Lunedì 22 dicembre la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita, a partire dalle 17.30, una serata dedicata al collettivo /nu/thing.

Il Quartetto Maurice alle 17.30 proporrà musiche di Marco Momi, Eric Maestri e Andrea Sarto, oltre al terzo quartetto di Lachenmann ("Grido"). Seguirà alle 19,45 la proiezione del film "Wunder der Schöpfung" (1925), di Hanns Walter Kornblum, con musiche originali di Andrea Agostini.

Chi fosse nei paraggi, venga a passare una serata pre-natalizia a Bergamo: sarà sicuramente anche l'occasione di scambiare qualche parola e di bere un bicchiere di vino!

martedì 2 settembre 2014

Valutatemi per quello che la musica dice

Il post di oggi è una sorta di proposta sotto forma di sfogo; è legato in particolare alla discussione che ho seguito sul web (per quanto possibile) sul "new conceptualism"; avviata a Darmstadt, potrebbe dare il via anche alle nostre latitudini a un dibattito più ampio, se ne saremo capaci. Parto dalla proposta della discussione (che potete trovare qui):

In recent years, the contemporary music scene has witnessed a resurgence of interest in conceptual music. Proponents of this work argue against the importance of musical material progress (Materialfortschritt) in favor of "a music of this-worldliness" (Musik der Diesseitigkeit), "a music of a content-aesthetical turn" (Musik einer gehalts-ästhetischen Wende), or "a music of the digital revolution" (Musik der digitalen Revolution). Conceptual approaches to composition challenge conventional notions of authorship, craft, content and prompt a reconsideration of the role of subjectivity, the value of virtuosity, the function of media, and the relationship of contemporary music to broader cultural fields such as economics, politics, or visual arts.
What are the implications of this conceptual preference? Where has it come from, where will it lead us, and why does it hold such sway and influence at this precise historical moment?
In this debate we hope to explore issues of authorship, content, and cultural connection from both conceptual and non-conceptual orientations.

martedì 8 luglio 2014

La Grande Fuga (un po' a vanvera)

Quella che segue è una recensione di una recensione. Eugenio Scalfari parla di un libro di Enzo Restagno dedicato a Schönberg e Stravinsky: "Schönberg e Stravinsky. Storia di un’impossibile amicizia". Premetto: non ho letto il libro ma solo l’articolo, apparso su l'Espresso il 4 luglio. In ogni caso, uno dei più importanti giornalisti d’Italia parla di musica moderna, e la cosa è talmente rara da fare scalpore in sé. 

Purtroppo, l'articolo mostra una qualche incongruenza, per non dire di peggio. Il riassunto che segue, nonostante i pochissimi virgolettati, è una trascrizione fedele dall'originale di Scalfari, ad eccezione dei miei commenti che, a scanso di equivoci, ho sempre messo tra parentesi. L'articolo è fatto di salti logici e incongruenze divertenti.

Il testo è disponibile qui (si può accedere a una versione in anteprima connettendosi con un Facebook, Google+ o Twitter).

lunedì 17 marzo 2014

Regole. Tra suono e politica.

E la voce di donna che stavo ascoltando in radio disse: 
           -... fu una grande soddisfazione, riuscii a fare avere le risorse necessarie al teatro e così poterono allestire tre opere. Poi, con riconoscenza che mi commosse, mi chiesero come potersi sdebitare e allora confessai il mio amore per il Don Giovanni di Mozart, che ha quel bel duetto: "Là ci darem la mano". Mi dissero che avevano già programmato il Don Giovanni un anno prima, ma questo non sarebbe stato un problema, e non lo fu. -

Il virgolettato non è giornalistico, probabilmente alcune parole sono inesatte, ma il senso rimase scolpito nella mia mente a lungo. Era probabilmente il 2003 quando ascoltai a Radio3 la voce della gentile Signora - Funzionario Pubblico (di cui non ricordo il nome), intervistata per raccontare le parentesi musicali della sua vita. Ricordo l'ossimoro: i sorrisi compiaciuti dei ricordi della gentile, quelli del conduttore e il mio profondo e ingenuo sconforto. 

La funzione sociale dei Direttori Artistici è importante quanto quella di chi costruisce i ponti delle autostrade o le scuole. Partiamo da una considerazione banale: se vuoi diventare Direttore Artistico devi essere nominato da un politico o da entità che godono d’influenza politica. Procedure selettive pubbliche (concorsi) semplicemente non esistono, o se esistono sono ben nascosti e soprattutto non si conoscono i criteri di giudizio. Alla fine vieni scelto. Punto. 

lunedì 6 gennaio 2014

Budrio, Dialoghi sul comporre

Tra il 28 e il 30 dicembre si sono svolti a Budrio, vicino Bologna, la seconda edizione dei Dialoghi sul comporre. Questi incontri sono nati dall’idea di Paolo Aralla di fare conoscere il lavoro di composizione assistita al computer di Andrea Agostini e Daniele Ghisi. L’incontro ha potuto realizzarsi pienamente anche per l’organizzazione calorosissima e attentissima di Giovanni Chessa, Claudia Cocchi e del Comune di Budrio, che ha sostenuto finanziariamente e logisticamente l’evento presso la sede delle Torri dell’Acqua.


venerdì 13 settembre 2013

/nu/thing alla Biennale Musica 2013


La Biennale di Venezia ha affidato a /nu/thing la direzione artistica di un concerto, che si terrà il 6 ottobre alle ore 15.00, nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian.

Eccovi un'intervista introduttiva e il programma completo:

mercoledì 5 giugno 2013

Microstagioni a microbudget

Spesso in questo blog abbiamo parlato della distanza tra l'attività musicale italiana e estera. Abbiamo anche evocato il fatto che i compositori sono soli, disorganizzati e incapaci di fare un fronte comune. Le autocritiche possono continuare e toccare più punti: pochi soldi e poca cultura, poca educazione e professionalizzazione, ecc.

domenica 17 marzo 2013

Socialità. Tra cerchie e solitudine.


In un precedente post mi sono soffermato sul carattere spiccatamente autoreferenziale di parte della critica musicale italiana: cultura = spettacolo, niente studio delle fonti contemporanee, lenti ingiallite e quanto mai orgogliose di esserlo. Ora vorrei riflettere su un punto a me più caro, spesso fonte di distratti pensieri e di solenni arrabbiature miste ad affetto sincero. I compositori nostri maestri: conosciuti frequentati o semplicemente ammirati per le loro opere.

Guai a fare di tutta l'erba un fascio e guai a proporre dei distinguo generazionali dal sapore di rottamazione, appetiti insani sono spesso presenti in quantità esponenziale nella categoria "allievi dei maestri". Mi limito a definire "nostri maestri" i compositori italiani che godono di strameritata fama artistica e stima del contesto mondiale e mi limito a cercare di capire se c'è traccia di una qualche loro responsabilità di categoria nelle dinamiche che portano l'Italia musicale a galleggiare.

lunedì 25 febbraio 2013

Divertimento e /nu/thing a Milano e Bologna

Mercoledì 6 marzo
Milano, Auditorium del Sole 24 Ore
ore 20.30
Venerdì 8 marzo
Bologna, Oratorio S. Filippo Neri
ore 20.30
Il Divertimento Ensemble sarà impegnato mercoledì 6 marzo, nell'ambito della sua stagione Rondò, a Milano, e venerdì 8 marzo, invitato a Bologna dall'ensemble FontanaMix al festival MICO, nel progetto "Carta bianca ai giovani": un concerto in cui siamo presi carico in prima persona della programmazione. Siamo estremamente grati a Sandro Gorli e al Divertimento Ensemble, per averci dato questa straordinaria opportunità, che sin dall'inizio abbiamo considerato come una sfida per uscire dai confini della pagina scritta.

Se vi trovate in zona e siete curiosi, venite e portate con voi amici e parenti! Per lasciarvi l'acquolina in bocca, abbiamo pensato di scrivere collettivamente qualche parola su ognuno dei brani in programma.

lunedì 4 febbraio 2013

Nachklänge aus dem Theater

Torino, RaiNuovaMusica. Bella rassegna, bel cartellone e infatti venerdì sono andato a sentire il concerto di apertura (non è proprio vero, sono andato alla prova generale ma ai fini del post fa lo stesso). Un monografico su Berio, per celebrare il decennale dalla scomparsa - Eindrücke, Requies, Sinfonia, programma lautissimo insomma, e sono uscito contento dall'Auditorium: ma con opinioni diseguali sulle tre portate, e un tarlo di riflessione che vorrei condividere con voi.

lunedì 24 dicembre 2012

Lettera a Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

ti chiedo che il futuro Ministro per i Beni e le Attività Culturali italiano ne capisca della cultura dell'Arte: anche nell'ultimo governo, l'unico Ministro non "tecnico" si è scelto di metterlo qui tra noi, che di cose dal poco valore economico ci occupiamo.

Ti chiedo che i futuri Governanti siano propensi a chiedere consiglio e aiuto a chi di Arte si occupa (magari evitando l'esclusivo rivolgersi agli amici di turno che ogni tanto suonano). Ti chiedo di dargli tempo e competenze per cercare, leggere e capire almeno dei curricula; ti chiedo di renderli capaci della azione di coinvolgimento delle giovani generazioni nelle pratiche direttive e di programmazione artistica.

lunedì 10 dicembre 2012

Vivos Voco

Pochi giorni fa è morto Jonathan Harvey, cui in questo blog non abbiamo mai accennato se non superficialmente. L'occasione è triste per colmare questa lacuna. Non mi interessa in questo contesto dare uno sguardo sulla sua vita, sulla sua formazione, sulla sua spiccata spiritualità o sui suoi rapporti con altri mostri sacri (primo tra tutti Stockhausen); nemmeno mi interessa darvi una panoramica sui suoi lavori più importanti – potete trovare tutto questo su questo bell'articolo del Guardian. In breve, questo non sarà un post strettamente commemorativo, né vi spiegherà perché Harvey è stato fondamentale nei decenni passati. Servirà forse invece a cercare di capire perché Harvey sarà fondamentale nei decenni a venire. Mi interessa quindi esporre brevemente le ragioni per cui credo che Harvey, attraverso la sua musica, mi abbia insegnato qualcosa.

lunedì 26 novembre 2012

Nuova Editoria

Senza conservatori e senza rivoluzionari, 
l'Italia è diventata la patria naturale del costume demagogico 
(Piero Gobetti)

Nel post di questa settimana tocchiamo un argomento che nel bene e nel male tocca tutti noi. L'editoria. Cerco di indicare tre esempi che mostrano come l'editoria si sviluppi nel contesto europeo, per trarne delle conclusioni e capire se e come l'editoria possa aiutare, o aiuti, la musica e i compositori a farsi conoscere.
Pubblicare partiture può sembrare oggi come una cosa di un'altra epoca. In effetti le partiture non si comprano più, il pubblico non ne ha accesso, così come i critici musicali non si pongono mai, o quasi, il problema di procurarsi una partitura prima di valutare un brano. A che cosa serve allora pubblicare una partitura? Serve a qualcuno? E' ciò che resta di una nostalgica tradizione? A questa domanda cerco di dare una risposta mostrando tre casi editoriali in Europa.

domenica 14 ottobre 2012

Divertimento Ensemble & /nu/thing

La prenderò un po' alla lontana, per avvalorare la tesi finale, raccontando di alcuni pensieri recenti. L'ennesima eccezione alla linea dei miei contributi in questo blog, ma in continuità con alcuni aspetti centrali dell'iniziativa /nu/thing: situazione della musica contemporanea in Italia (e per gli italiani interessati-interessanti), proposta di musica scritta dalle giovani generazioni e "stato ibrido autoriale": compositori (non musicologi, non critici) che però parlano.
In Italia c'è un avvenimento che è comunque molto importante per la nuova musica e che si chiama Biennale Musica. Sono rientrato da poche ore da Venezia e preannuncio che non ho alcuna intenzione di fare osservazioni sulle scelte della programmazione artistica (il Festival fu ben presentato da Raffaele). Intendo però parlare di un certo clima che mi ha sfiorato, trovo importante descriverlo per capire il contesto in cui si colloca l'iniziativa che di seguito presenterò.

martedì 11 settembre 2012

[di-vul-ga-'tsjo-ne]


Qualche mese fa è apparso sul Guardian questo articolo: http://www.guardian.co.uk/music/2012/apr/26/five-myths-contemporary-classical-music

Ho iniziato a leggerlo con scetticismo, dicendomi che di solito questi sforzi divulgativi si rivelano qualunquisti, grossolani e disinformati. Proseguendo la lettura, mi sono ricreduto e vorrei spiegare perché.