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martedì 17 marzo 2015

Clara Maïda – Doppelklänger

Cerco di tradurre la nota di programma di sala che Clara Maïda scrive per Doppelklänger (2008), per pianoforte preparato, che trovate qui.




“Il titolo […] è derivato dal termine tedesco Doppelgänger. [Esso] significa “doppio” o “sosia” ed è impiegato nella sfera paranormale per designare il doppio fantasmatico di una persona vivente, oppure per indicare il fenomeno della bilocazione – un altro-me-stesso visibile in un altro punto dello spazio. E' anche un tema che può afferire al campo letterario (Jean-Paul, Guy de Maupassant, etc.) come a quello psichiatrico – in cui possiamo interpretare tale fenomeno come una turba mentale di dissociazione della personalità”.

domenica 2 novembre 2014

Parlar di musica


Non sono dotato di un primo ascolto analitico, ogni qual volta ho l'occasione di ascoltare Schubert o Beethoven (come Mahler o Stravinskij) l'interesse d’indagine strutturale o sul trattamento dei materiali svanisce. Ho la sensazione di essere risucchiato in una storia, la fine dell'esposizione diventa respiro, la ripresa, un ritorno, un accordo che esplode è una grande esplosione prima ancora di essere una lunga serie di terze sovrapposte.


Una storia dunque, in cui l'atipica modulazione inerisce al cesello di un movimento nel dramma piuttosto che al concetto derivante dalla sua atipicità. In realtà la coscienza dell'atipico e il suo portato concettuale non è necessariamente in antitesi con ciò che riguarda la retorica, faccio quindi mie le parole di Eric Maestri "sapere finalmente che ogni musica è concettuale".