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lunedì 20 aprile 2015

Ashley Fure - Something to Hunt

Ashley Fure è una compositrice americana classe 1982 ma sul fatto che sia americana e sulla sua biografia in generale parlerò in seguito. La musica di Ashley Fure non è programmata in Italia ma la sua azione ha un respiro internazionale, i suoi lavori hanno ricevuto alcuni dei premi più importanti e tra questi ne cito uno in particolare: il Kranichsteiner Music Prize della città di Darmstadt. Per parlare di questa voce, che ritengo preziosa, parto da qui, perché il premio in oggetto non è semplicemente assegnato per un bel pezzo: è un riconoscimento di più ampio respiro che guarda al profilo artistico attuale e al valore potenziale di una vita di scrittura. 


Vi propongo dunque la registrazione live della prima esecuzione assoluta di “Something to Hunt”, un brano per sette strumenti presentato dall'ensemble Dal Niente a Darmstadt nel 2014, al tempo stesso prendo questo lavoro come se fosse una scusa, in realtà vorrei parlarvi di questa compositrice riflettendo su alcune caratteristiche della sua poetica. 

lunedì 1 ottobre 2012

Gérard Pesson - La lumière n'a pas de bras pour nous porter

Si parlava di do maggiore, in qualche post fa, ed eccomi quindi a proporvi un piccolo brano che dei tasti bianchi fa il suo unico strumento. L'autore non è giovane né sconosciuto, bensì un compositore decisamente già affermato; vi propongo ugualmente il brano, perché mi pare sia una pagina bella, semplice e sincera. Nella registrazione Youtube proposta, il brano è suonato molto bene da Alfonso Alberti – per contro, temo che il livello sonoro sia stato scelto male nell'upload, e risulta essere talmente elevato da finire per distorcere diversi accordi accentati. Per correre ai ripari, abbassate il volume quasi al minimo, altrimenti perderete completamente le tinte intime e insieme misteriose, che invece a mio avviso sono la prima cifra del brano.


"La lumière n'a pas de bras pour nous porter", per pianoforte amplificato, è dedicato alla memoria di Dominique Troncin, musicista, compositore e amico di Gérard Pesson. Diversamente da altri pezzi in cui la dedica alla memoria è a posteriori o quasi di circostanza, in questo caso il pezzo è effettivamente stato scritto di getto dopo la morte di Troncin.