Cerco di tradurre la nota
di programma di sala che Clara Maïda scrive per Doppelklänger (2008),
per pianoforte preparato, che trovate qui.
“Il titolo […] è
derivato dal termine tedesco Doppelgänger. [Esso] significa
“doppio” o “sosia” ed è impiegato nella sfera paranormale
per designare il doppio fantasmatico di una persona vivente, oppure
per indicare il fenomeno della bilocazione – un altro-me-stesso
visibile in un altro punto dello spazio. E' anche un tema che può
afferire al campo letterario (Jean-Paul, Guy de Maupassant, etc.)
come a quello psichiatrico – in cui possiamo interpretare tale
fenomeno come una turba mentale di dissociazione della personalità”.