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lunedì 7 aprile 2014

Psicosintesi

di Stefano Bulfon

Ringrazio gli amici di /nu/thing per avermi sollecitato questo testo, che avevo dapprincipio pensato di intitolare “Ciò di cui non si può parlare”.
Spero che il suo principale difetto  – di non essere in effetti un post,  ma una verbalizzazione di riflessioni private e personalissime  – possa non impedirgli comunque di avere qualche spunto di interesse.


Partirei da qui: per allontanarmene subito, cercando per così dire di scambiare tra loro input ed output, sul filo del pensiero che la creazione artistica (e la composizione in particolare) possa essere un bell’esempio di una “psicosintesi” che non ha il suo pendant nella psicoanalisi, per fare il verso ad una bella pagina di Blumenberg.
Non si scrive senza conseguenze_ di questo, nessuno dubita.
Che cosa è comporre: non solo “fare anima”, ma  pensiero, creare mondi.
O piuttosto scoprirli, visto che vi è un luogo in cui ogni cosa in un certo senso già esiste.
Esiste, bisogna “soltanto” andare a prenderla, e portarla da questa parte.
Con questo non mi riferisco in nessun modo alle pratiche o alle disposizioni di appoggiarsi sul già fatto, ma all’apertura, che la mente creativa possiede, su ciò che è “a venire”.
Non direi che l’unica ragione dello scrivere, né la fondamentale, sia la necessità di trovare un senso (a ciò che non è detto che ne abbia alcuno); ma esiste anzi una scrittura che è creazione di apparenti non-sensi, di interstizi di ignoto (nei quali presto nuovi sensi verranno ad annidarsi), coagulazione di enigmi, movimento d’anima.

lunedì 25 febbraio 2013

Divertimento e /nu/thing a Milano e Bologna

Mercoledì 6 marzo
Milano, Auditorium del Sole 24 Ore
ore 20.30
Venerdì 8 marzo
Bologna, Oratorio S. Filippo Neri
ore 20.30
Il Divertimento Ensemble sarà impegnato mercoledì 6 marzo, nell'ambito della sua stagione Rondò, a Milano, e venerdì 8 marzo, invitato a Bologna dall'ensemble FontanaMix al festival MICO, nel progetto "Carta bianca ai giovani": un concerto in cui siamo presi carico in prima persona della programmazione. Siamo estremamente grati a Sandro Gorli e al Divertimento Ensemble, per averci dato questa straordinaria opportunità, che sin dall'inizio abbiamo considerato come una sfida per uscire dai confini della pagina scritta.

Se vi trovate in zona e siete curiosi, venite e portate con voi amici e parenti! Per lasciarvi l'acquolina in bocca, abbiamo pensato di scrivere collettivamente qualche parola su ognuno dei brani in programma.

domenica 14 ottobre 2012

Divertimento Ensemble & /nu/thing

La prenderò un po' alla lontana, per avvalorare la tesi finale, raccontando di alcuni pensieri recenti. L'ennesima eccezione alla linea dei miei contributi in questo blog, ma in continuità con alcuni aspetti centrali dell'iniziativa /nu/thing: situazione della musica contemporanea in Italia (e per gli italiani interessati-interessanti), proposta di musica scritta dalle giovani generazioni e "stato ibrido autoriale": compositori (non musicologi, non critici) che però parlano.
In Italia c'è un avvenimento che è comunque molto importante per la nuova musica e che si chiama Biennale Musica. Sono rientrato da poche ore da Venezia e preannuncio che non ho alcuna intenzione di fare osservazioni sulle scelte della programmazione artistica (il Festival fu ben presentato da Raffaele). Intendo però parlare di un certo clima che mi ha sfiorato, trovo importante descriverlo per capire il contesto in cui si colloca l'iniziativa che di seguito presenterò.

domenica 3 giugno 2012

Stefano Bulfon - Quand tu étais comme avec moi dans les choses éphémères


Per il post di questo Lunedì presento un lavoro del compositore Stefano Bulfon dal lungo titolo: Quand tu étais comme avec moi dans les choses éphémères (Edizioni Nuova Stradivarius). Classe 1975, italiano, Stefano ha scritto questa pagina impegnativa per 18 musicisti e viola solista tra il 2008 e il 2009. Il brano risulta essere una commissione dell’ Ensemble Intercontemporain, che ne ha curato la prima esecuzione avvenuta a Parigi presso il Centre Pompidou il 23 Ottobre 2010, sotto la direzione di Susanna Mälkki, viola solista:Odile Auboin. Prima di passare al commento, una premessa e altre due informazioni. La premessa è che ho la fortuna di conoscere il brano non soltanto dalla registrazione, ma anche dalla partitura, dettaglio saliente nel caso in cui la musica chiama ad una riflessione più approfondita, caso che a mio avviso non si verifica sempre ma in questo lavoro sì.


Le informazioni: subito prima della legenda compaiono due citazioni che qui riporto. La prima è di Edmond Jabès,  da Le livre des Questions: "Il n’y a pas de marches dans la mer ni, dans la douleur, de degrés.", la seconda è di Lina Bolzoni da Dante, o della memoria appassionata: "Non si trattava di una memoria puramente passiva, ma di una memoria legata all'immaginazione e quindi alla capacità di ricreare, di inventare. Si insegnava a plasmare la mente, a costruirvi complesse architetture, scale, alberi, giardini, tappe di un percorso che potevano condurre a una trasformazione interiore, fino a un incontro col divino.". L'ultima informazione è relativa ai titoli delle due sezioni che compaiono in partitura: al minuto [0':41''] (in coincidenza dell'entrata nascosta della Viola) appare l'indicazione "I. (...case di vuoto e di vento)", la sezione prosegue fino al minuto [7':15''] dove in partitura compare "II. (maisons de lierre)".

Non intendo descrivere il pezzo, preferisco dirvi perché lo ritengo un lavoro importante.