lunedì 4 marzo 2013

Usavich

Per festeggiare il primo compleanno di /nu/thing, vi propongo una promozione piuttosto particolare.

Si tratta di Usavich, un cartone animato giapponese a brevi puntate (circa un minuto ciascuna) ambientato in Russia che vede come protagonisti due conigli carcerati (almeno nella prima stagione: per chi fosse interessato, il lavoro prosegue per altre quattro stagioni. L'art director è Satoshi Tomioka, lo storyboard è di Aguri Miyazaki, la musica è di Daisuke Ueno.
Ciò che mi attira di Usavich è una cosa, precisissima: il fatto che un lavoro del genere sarebbe piaciuto farlo a me. L'invidia sta nel fatto che l'intera serie è spiccatamente musicale: la maggior parte delle azioni derivano direttamente da un gesto sonoro, oppure ne sono accompagnate indelebilmente. Il prototipo di tutto questo è la danza dei cosacchi di Putin (il coniglio con la maglia a righe bianche e verdi), che diventerà la fibra di tutte quante le stagioni, e che, alla bisogna, i creatori si divertiranno a spogliareanestetizzare o reinterpretare. L'interesse sta nel cogliere un gesto, unico, elementare, iterativo, ma perfettamente integrato da reggere cinque stagioni di una dozzina di microepisodi l'una.

lunedì 25 febbraio 2013

Divertimento e /nu/thing a Milano e Bologna

Mercoledì 6 marzo
Milano, Auditorium del Sole 24 Ore
ore 20.30
Venerdì 8 marzo
Bologna, Oratorio S. Filippo Neri
ore 20.30
Il Divertimento Ensemble sarà impegnato mercoledì 6 marzo, nell'ambito della sua stagione Rondò, a Milano, e venerdì 8 marzo, invitato a Bologna dall'ensemble FontanaMix al festival MICO, nel progetto "Carta bianca ai giovani": un concerto in cui siamo presi carico in prima persona della programmazione. Siamo estremamente grati a Sandro Gorli e al Divertimento Ensemble, per averci dato questa straordinaria opportunità, che sin dall'inizio abbiamo considerato come una sfida per uscire dai confini della pagina scritta.

Se vi trovate in zona e siete curiosi, venite e portate con voi amici e parenti! Per lasciarvi l'acquolina in bocca, abbiamo pensato di scrivere collettivamente qualche parola su ognuno dei brani in programma.

lunedì 18 febbraio 2013

Kristian Ireland - Clearing I

Questa settimana voglio proporvi l'ascolto di Clearing I, di Kristian Ireland, compositore australiano nato nel 1975, formatosi principalmente negli Stati Uniti ed in particolare con Brian Ferneyhough. Dopo una pausa di qualche post ricominciamo con una promozione. Come sempre l'idea è quella di proporre compositori poco conosciuti in Italia, o quasi per nulla, come nel caso di Ireland.

lunedì 4 febbraio 2013

Nachklänge aus dem Theater

Torino, RaiNuovaMusica. Bella rassegna, bel cartellone e infatti venerdì sono andato a sentire il concerto di apertura (non è proprio vero, sono andato alla prova generale ma ai fini del post fa lo stesso). Un monografico su Berio, per celebrare il decennale dalla scomparsa - Eindrücke, Requies, Sinfonia, programma lautissimo insomma, e sono uscito contento dall'Auditorium: ma con opinioni diseguali sulle tre portate, e un tarlo di riflessione che vorrei condividere con voi.

lunedì 21 gennaio 2013

Gesti #1

Con questo post comincio una riflessione su un argomento che già da qualche tempo è fra gli interessi di molti musicisti, di teorici della musica, e da alcuni compositori della nostra generazione – e forse anche di quella precedente. Si tratta del gesto musicale.

Il gesto musicale è un argomento molto sfaccettato, che si può declinare in diversi modi. Parliamo di “gesto del compositore” quando ci riferiamo a una collezione di figure musicali a lui proprie, e che ricorrono variamente nel corpus delle sue opere. Parliamo di “gesto strumentale” quando associamo certe figure, o passaggi, o topoi ad uno strumento specifico piuttosto che a un altro. Parliamo di “gesto dell'interprete” quando individuiamo nell'esecuzione di questo o di quell'altro strumentista un elemento performativo che lo differenzia e lo caratterizza specificamente rispetto agli altri, e – molto probabilmente – ne costituisce proprio l'essenza. Infine ci riferiamo ad un “gesto teatrale” quando la musica di un certo compositore (vedi Kagel – e per questo rimando al post di Raffaele sul Teatro – ma anche Grisey!) si appropria del mezzo teatrale per ampliare ed arricchire il linguaggio artistico.

venerdì 18 gennaio 2013

Nuova pedagogia musicale #1

Come piccolo bonus al di fuori dei lunedì nuthinghiani, ecco in anteprima i primi due libri della nuova raccolta Ricordi :-)



lunedì 7 gennaio 2013

Musica e teatro #1

La musica e l’arte non bastano a se stesse se arrivano a scardinare il sistema di coordinate fondato sulla conoscenza e l’esperienza del ricevente, cosa non rara confrontandosi con il nuovo. In questo caso sorge la necessità di avvalersi anche di parole. L’errore del passato fu credere che la musica non avesse, in quanto arte autonoma, bisogno di un commento esemplificativo; un’illusione che non corrispondeva ai fatti. Entrambe, sia l’arte che la musica, non possono fare a meno della parola...
(Mauricio Kagel)



Ho l’onore con la presente riflessione/retrospettiva di aprire il nuovo anno nuthinghiano. Questo articolo è fatto di riflessioni personali, di idee, appunti che mi hanno accompagnato in passato per i miei lavori.
Non sarà un post “una tantum”, volendo dare un minimo di storicità e considerata l’ampiezza, la varietà e la complessità del topic mi sembra doveroso suddividerlo in una serie di micro post/riflessioni a venire.

Il rapporto fra musica e teatro è qualcosa che mi affascina praticamente da sempre e che mi tocca intimamente, avendo in passato sviluppato lavori per me importanti e soprattutto in questo periodo, essendo il mio progetto attuale un lavoro per l’appunto teatrale, necessito di scavare profondamente e di accendere maggiormente la mia curiosità intorno a questa tematica.
La mia riflessione ruota intorno alla complessità e allo stesso tempo alla diversità insita nel gesto, nella parola, nel suono. Teatro vuol dire spazio. Respiro. Non necessariamente di tipo consequenziale. La libertà che ne risulta rende ogni evento qualcosa di unico. Sono pochi gli esempi dell’ultimo cinquantennio dove esiste una coniugazione pressoché coerente fra parola e suono. Succede spesso che una delle componenti sia al servizio dell’altra.

Una delle figure del ‘900 che per me ha rappresentato, e rappresenta tutt’ora l’emblema del compositore moderno in termini di spinta verso un rinnovamento nell’ambito del teatro musicale, è senz’altro Luigi Nono, pioniere per tanti versi, che dalle riflessioni di Darmstadt ha profuso un significativo impegno per trovare soluzioni concrete in funzione di una rivoluzione artistico-espressiva, sfociata nel suo scritto Possibilità e necessità di un nuovo teatro musicale.