lunedì 12 novembre 2012

Riconoscimenti

Riprendo il metodo dell'esperimento mentale e vi pongo una banale esemplificazione di una situazione in cui sovente ci ritroviamo durante i concerti di musica contemporanea. Lo faccio ipotizzando di avere un microfono e di aggirarmi di nascosto fra il pubblico che ha ancora i timpani ben caldi. Tra i commenti che registro con un qualche sotterfugio ne scelgo alcuni che riporto di seguito:
"Ah ma questo sembra un Lachenmann a tempo di valzer…" "ah ma questo è un Grisey con le cadenze d'inganno …" "Ah ma questo è un Ferneyough spettrale…"

Lachenmann, Grisey e Ferneyough sono - volenti o meno - alcuni fra i possibili paradigmi coi quali abbiamo a che fare quando ci poniamo all'ascolto della nuova musica. Non sono gli unici, ripeto. Ognuno ha i propri. Vero è che che nella "cassetta degli attrezzi" simbolica che è la nostra cultura (prendo a prestito la metafora del "cultural toolkit" dalla recente tradizione sociologica americana) usiamo gli strumenti - in questo caso i compositori, oppure gli stili, o quello che vogliamo - che ci permettono di comprendere ciò che ascoltiamo. Comprendere è anche riconoscere - credo - e dunque in qualche modo - forse forzoso - riconosciamo Grisey, Lachenmann, Ferneyhough o un Franz Joseph Albano qualunque nella musica che abbiamo ascoltato.

lunedì 29 ottobre 2012

Lucas Fagin - Arquetipo



Con il post di oggi intendo presentare un compositore che viene dall’altra parte del mondo, da quell’America latina, riserva naturale di grandi talenti che sembra sempre di più un’Italia vista al “macroscopio”, da dove i giovani fuggono in cerca di possibilità, di cultura, di formazione. O semplicemente in cerca di sogni. 

Lucas Fagin, classe 1980, è un eclettico compositore argentino, formatosi fra il conservatorio di Buenos Aires e il CNSMDP di Parigi che ho avuto la fortuna di incontrare svariate volte sul mio cammino, una su tutte la finale del concorso internazionale Takemitsu di Tokyo. Esperienza indimenticabile per entrambi. 

Dove ho avuto la possibilità di conoscere non solo la sua musica, che personalmente reputo in generale molto interessante, ma anche il lato umano, aspetto da non sottovalutare quando si disquisisce sulla produzione artistica di un individuo. 

Come nel caso di Casale, presento qui un brano per orchestra. Sarà che in questo periodo sono fortemente affascinato da brani dalla grande forma e di grande impatto timbrico. La mia curiosità e voglia di comporre un nuovo lavoro per orchestra mi ha portato a rispolverare alcuni brani che avevo in archivio, e fra i tanti mi è ricapitato fra le mani questo pezzo, che al tempo (nel 2009) mi impressionò molto, avendolo ascoltato dal vivo, e in un certo senso visto “montare” pezzo dopo pezzo durante le prove con l’orchestra.

domenica 14 ottobre 2012

Divertimento Ensemble & /nu/thing

La prenderò un po' alla lontana, per avvalorare la tesi finale, raccontando di alcuni pensieri recenti. L'ennesima eccezione alla linea dei miei contributi in questo blog, ma in continuità con alcuni aspetti centrali dell'iniziativa /nu/thing: situazione della musica contemporanea in Italia (e per gli italiani interessati-interessanti), proposta di musica scritta dalle giovani generazioni e "stato ibrido autoriale": compositori (non musicologi, non critici) che però parlano.
In Italia c'è un avvenimento che è comunque molto importante per la nuova musica e che si chiama Biennale Musica. Sono rientrato da poche ore da Venezia e preannuncio che non ho alcuna intenzione di fare osservazioni sulle scelte della programmazione artistica (il Festival fu ben presentato da Raffaele). Intendo però parlare di un certo clima che mi ha sfiorato, trovo importante descriverlo per capire il contesto in cui si colloca l'iniziativa che di seguito presenterò.

lunedì 1 ottobre 2012

Gérard Pesson - La lumière n'a pas de bras pour nous porter

Si parlava di do maggiore, in qualche post fa, ed eccomi quindi a proporvi un piccolo brano che dei tasti bianchi fa il suo unico strumento. L'autore non è giovane né sconosciuto, bensì un compositore decisamente già affermato; vi propongo ugualmente il brano, perché mi pare sia una pagina bella, semplice e sincera. Nella registrazione Youtube proposta, il brano è suonato molto bene da Alfonso Alberti – per contro, temo che il livello sonoro sia stato scelto male nell'upload, e risulta essere talmente elevato da finire per distorcere diversi accordi accentati. Per correre ai ripari, abbassate il volume quasi al minimo, altrimenti perderete completamente le tinte intime e insieme misteriose, che invece a mio avviso sono la prima cifra del brano.


"La lumière n'a pas de bras pour nous porter", per pianoforte amplificato, è dedicato alla memoria di Dominique Troncin, musicista, compositore e amico di Gérard Pesson. Diversamente da altri pezzi in cui la dedica alla memoria è a posteriori o quasi di circostanza, in questo caso il pezzo è effettivamente stato scritto di getto dopo la morte di Troncin.

martedì 18 settembre 2012

Bernhard Lang - Differenz/Wiederholung 2

Bernhard Lang è un compositore austriaco nato nel 1957. Relativamente poco conosciuto in Italia ha però realizzato un progetto importante con Alter Ego, Tables are turned, che sta girando l'Europa. I motivi che mi hanno orientato verso questa proposta sono principalmente due. Il primo, musicale, è il loop, e il secondo il carattere di indipendenza, dal punto di vista della produzione e dell'editoria che accompagna Lang nella sua carriera. 

martedì 11 settembre 2012

[di-vul-ga-'tsjo-ne]


Qualche mese fa è apparso sul Guardian questo articolo: http://www.guardian.co.uk/music/2012/apr/26/five-myths-contemporary-classical-music

Ho iniziato a leggerlo con scetticismo, dicendomi che di solito questi sforzi divulgativi si rivelano qualunquisti, grossolani e disinformati. Proseguendo la lettura, mi sono ricreduto e vorrei spiegare perché.

lunedì 3 settembre 2012

Sacra

1 Re 19, 8 – 9; 11 – 13.

[Elia] camminò per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Do, l'Oreb.
Ivi entrò in una caverna per passarvi la notte [...] Gli fu detto: “Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore”. Ecco, il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento ci fu un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto ci fu un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero. Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna.

Salmo 150

Alleluia.

Lodate il Signore nel suo santuario,
lodatelo nel firmamento della sua potenza.
Lodatelo per i suoi prodigi,
lodatelo per la sua immensa grandezza.

Lodatelo con squilli di tromba,
lodatelo con arpa e cetra;
lodatelo con timpani e danze,
lodatelo sulle corde e sui flauti.

Lodatelo con cembali sonori,
lodatelo con cembali squillanti;
ogni vivente dia lode al Signore.

Alleluia.