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lunedì 11 giugno 2012

La Biennale Musica / 56. Festival Internazionale di Musica Contemporanea + EXTREME –



Il post di questo lunedì sarà dedicato ad un evento di attualità: è stato infatti ufficialmente presentato il programma del 56esimo Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia, che si svolgerà dal 6 al 13 ottobre 2012. Il festival, diretto da quest’anno e per i prossimi quattro da Ivan Fedele, riporta un titolo alquanto suggestivo: +eXtreMe– , ovvero minimalismi e massimalismi, componenti  che animano il nostro contemporaneo vivere. Fedele ha così voluto dare una spiegazione alla sua scelta per il titolo e la programmazione: “Ciò che colpisce particolarmente nel panorama musicale dei nostri giorni  sono gli orientamenti estremi:  minimalismi e massimalismi che vogliono abitare le regioni di frontiera del linguaggio musicale, approcci apparentemente antitetici che in comune hanno la radicalità dell’intento estetico-poetico, abbandonando di fatto l’atteggiamento politically correct del pezzo che funziona o suona bene”.

lunedì 26 marzo 2012

[vi-zi-bi-li-'ta]

Visibilità è un termine con il quale ci capita talvolta di lottare. Voliamo basso: niente Calvino, nessuna teoretica della comunicazione... Per chi cerca di fare arte l'argomento risulta in genere indigesto, dai puristi spalancanti bocche al solo percepire il suono [vi-zi-bi-li-'tà], ai furbi ... che sanno sempre come funziona!, fino a chi ci combatte un po' quando ne ha voglia, magari postando distrattamente e tristemente un "concerto con il mio ultimo pezzo". C'è chi, cercandola, trasloca. In alcuni casi essere visibili è vitale “vado in tv quando arrivano nuove minacce perché la visibilità, la notorietà sono una forma di tutela" (Roberto Saviano), in altri casi è un po' meno "vita o morte" quanto piuttosto "cambio vita". Insomma... ci si combatte un po' tutti... quando poi!ecco!ti capita distrattamente di guardare la TV o di leggere una qualche rivista a grande tiratura e... "...noooooooo ma dai!incredibile..." così inciampi su un tuo concittadino che al Tg "suona" al contrario (?????!!!!!)... o magari rientri dal tuo ennesimo anno da emigrante e scopri di aver frainteso tutto: hai vissuto in un "estero" sbagliato, o forse la tua padronanza delle lingue non è proprio delle migliori e scopri di aver frainteso... tutto...

venerdì 9 marzo 2012

La musica contemporanea è morta? Alla Rivolta!


Va bene, parliamo di musica contemporanea. Lo sfogo di Renato Rivolta, importante direttore d'orchestra italiano con una visione dall'interno del mondo della produzione d'oggi, oltre a dare l'impulso alla nascita di /nu/thing, rimette al centro della discussione la questione terminologica. Musica contemporanea, (Mus. Cont., come preferisce Rivolta) è il termine utilizzato per etichettare la musica colta, con tutti i problemi che ne sono conseguiti. Rivolta parla di fine della musica contemporanea e in particolare di fine della Neue Musik. Tanto meglio. La Neue Musik è stata quello che è stata l'Ars Nova, ed è finita. Questo però non ci esime da scrivere musica e di farlo in modo colto, riflettuto e intelligente. Anche critico verso tutto il mondo sonoro, come ogni intellettuale. Il fallimento della Neue Musik non è per forza un fallimento intellettuale tout court. È il fallimento della filosofia critica, dell'adornismo, della svolta linguistica. Insomma, smettiamola di parlare di linguaggio e parliamo di musica. Ovunque in Europa siamo ancora vittime (sempre meno), dell'ideologia del linguaggio. Le prime vittime sono i compositori, in seguito il pubblico (vessato) e via di seguito tutto il resto. Parliamo senza vergognarci di musica colta, facendo discorsi comprensibili senza rinunciare alla difficoltà. Non rinunciamo al contrappunto sapiente. Che cosa distingueva un mottetto di Palestrina da uno stornello? Il dettaglio, la cura, la sapienza, l'esperienza, la mano, il talento e la sensibilità: il mottetto è musica scritta, pensata. Quando useremo ancora queste categorie, tra tante altre, per pensare e giudicare un brano? Il compositore è un musicista colto, è formato e capace di formarsi e di inglobare il mondo sonoro nel suo linguaggio, se vuole. Fausto Romitelli è sempre stato visto come un postmoderno, e lui scalciava. Non era postmoderno! Il passaggio dal latino alle lingue romanze non è passato da una commistione con il volgare, fatta da grandi scrittori? Il passaggio a un linguaggio più moderno e nuovo, forse solo più adatto, non può che passare anche attraverso molti stimoli, tra cui la stragrande maggioranza di musica prodotta oggi, che è elettronica. Romitelli non è postmoderno ma moderno. Quindi lasciamoci da parte i discorsi come quelli un po' nostalgici che Rivolta ci rivolge. Voltiamo pagina e parliamo di musica, possibilmente nuova.

giovedì 1 marzo 2012

/nu/thing

Ciò che forse ci interessa di più, nonché il motivo principale per cui ci riuniamo in questo blog, è che, in diverse maniere, vediamo la musica sotto la stessa prospettiva: quella della condivisione di partiture, di incontri o scontri, di serate a parlare dei nostri lavori o dei lavori di altri. Ci accomuna la consapevolezza che la musica di oggi (contemporanea per forza di cose) è più viva che mai.

Ci sembrava mancasse uno spazio pubblico di discussione. In fondo, ci siamo detti, ciò che diciamo in privato può anche esporsi a un confronto più ampio, che non resti necessariamente nei confini della comunità musicale, ma che si rivolga più in generale alla comunità artistica contemporanea (artisti, curatori, amatori, appassionati). Aprendo la discussione, potremo arricchirla con nuove idee, per interpretare ciò che sta succedendo in questo momento nella musica italiana e internazionale.

Come compositori abbiamo la necessità assoluta di comunicare, e uno spazio di discussione ha in sé anche il potenziale di declinare i nostri bisogni e di farne proliferare altri, mettendo in diffrazione il nostro punto di vista "interno" con quello dei lettori che, all'altro capo del filo, vorranno unirsi a noi. Si discuterà non solo di ciò che è la musica oggi, ma anche di ciò che potrebbe o dovrebbe essere: la sillaba "nu", intorno a cui ci riuniamo, rappresenta al contempo suono e nota potenziale. Designa al tempo stesso la lettera greca simbolo della frequenza e una sorta di "ottava nota", quella che Guido d'Arezzo avrebbe scelto proseguendo sull'Inno a San Giovanni.

Partiremo da stimoli concreti: concerti, idee, titoli o link a brani che ci sono particolarmente piaciuti, nomi di compositori che troviamo per qualche motivo interessanti. L'idea di fondo è animare e animarci in discussioni sulla musica d'oggi, tutta quella che ci capita a portata di orecchi, con un piccolo codice etico: non ci nasconderemo dietro un dito. Sappiamo di essere in "conflitto di interessi" parlando del mondo musicale e facendone parte allo stesso tempo. Ma questo non vuole essere in alcun modo un blog oggettivo. Dichiariamo il nostro conflitto di interessi e andiamo avanti, consapevoli della delicatezza della nostra posizione ma anche della necessità di tornare a discutere apertamente di contenuti. Questa è la strada che scegliamo per cercare di dare alla musica di oggi un ruolo sociale diverso dal divertissement. In questo crediamo di dare il nostro contributo di artisti a una comunità musicale, e delle arti tutte, che deve cominciare di nuovo a discutere di cose: /nu/thing

Andrea Agostini
Daniele Ghisi
Raffaele Grimaldi
Eric Maestri
Andrea Manzoli
Marco Momi
Andrea Sarto
Franco Venturini